LA STORIA

 



Vicende storiche 1884/1960
Antonella Gumina
Vincenzo Crisafulli

 

Creare una classe di artigiani e di capi d'industrie artistiche ben preparati nell'Arte e nella tecnica, creare pochi ma buoni insegnanti, capaci di apportare nelle scuole d'Arte, nuove idee e spirito di continuo aggiornamento; preparare buoni elementi per gli studi superiori RR Accademie di Belle Arti; fare aderire sempre più la Scuola alla vita mediante ampi contatti con le industrie, le classi artigiane, le manifestazioni artistiche e le organizzazioni sindacali; fare dell'Istituto un organismo sempre marciante all?avanguardia e non al seguito della vita artistica, industriale e artigiana del paese, al che gli alunni licenziati, fin dall'inizio della loro professione possano guidare e non abbiano ad essere guidati.Questi gli scopi prefissati dal prof: Paolo Bevilacqua nell'assumere, il 1° Febbraio 1932, l'incarico della Direzione dell'Istituto d'Arte di Palermo. L'Istituto d'Arte di Palermo ha radici storico-artistiche molto antiche. Nacque come scuola-officina industriale per iniziativa dello scultore Vincenzo Ragusa al ritorno da Tokio, nel 1882, dove aveva insegnato insieme a Fontanesi e Cappelletti presso l'Accademia d'Arte. La Scuola, istituita nel 1884 a spese di Ragusa, ebbe il suo primo Statuto Organico nel 1885. Oltre a Ragusa insegnarono la moglie, O' Tamà Chio Hara che Ragusa prese in Giappone, la sorella ed il cognato, che ben conoscevano la tecnica della laccatura disciplina che verrà inserita tra le materie del piano di studi e tuttora insegnata . Dal Giappone Ragusa portò anche un corredo di oggetti d?arte giapponese che diverrà patrimonio dell'Istituto sino alla sua permanenza alla direzione La scuola, riconosciuta con il regio decreto del 3 Marzo 1887, assunse la denominazione di Regia Scuola superiore d?Arte applicata all'Industria, sotto il controllo del Ministero dell'Agricoltura e dell?Industria e Commercio , con sede nel Palazzo Airoldi in Piazza S. Cecilia. Fu corredata di laboratori, riproduzioni in gesso, una biblioteca e un museo costituito da donazioni e acquisti. In seguito a difficoltà economiche e dissapori tra gli insegnanti e Ragusa, il Consiglio Direttivo della Scuola propose al Ministero delle riforme.Infatti, con le adunanze del Novembre 1898, la Commissione, composta dai delegati del Municipio, della Provincia, della Camera di Commercio di Palermo, dal presidente della Scuola e dai rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura e dell'Industria e Commercio, propose alla Commissione Centrale per l'insegnamento artistico industriale delle riforme da attuare all'Ordinamento della Scuola d'Arte applicata all'industria che furono accolte nell'adunanza del 12 Novembre 1898. Il Ministro Colosimo, comunicando ai Corpi locali (Consiglio Direttivo locale) quanto proposto dalla Commissione Centrale, che egli stesso accoglieva, si espresse favorevolmente circa la indispensabile rimozione dall'ufficio di Direttore il Prof. Ragusa, per ridare alla Scuola un indirizzo più ordinato e meglio rispondente allo scopo della istituzione. Ragusa, infatti, venne rimosso dalla sua carica nel 1899. Nel 1908, con R.D. 17 Maggio (n° CCLXX parte supplementare), la scuola fu riordinata mantenendo la denominazione di R. Scuola Superiore d'Arte applicata all'Industria. Successivamente, nel 1922, divenne sezione d'Arte Decorativa nella costituita Regia Scuola Industrie per Meccanici ed Elettricisti e con R.D. 31 Ottobre 1923 n° 2523 fu aggiunto il corso biennale denominato Magistero d'Arte.Con il R.D. 16 Settembre 1926 n° 1984 la sezione fu chiamata Scuola d'Arte Autonoma, alla dipendenza del Ministero della Pubblica Istruzione, ed ebbe la Sua sede in Via Schiavuzzo nel Monastero dello Scavuzzo. Nel 1932 prese la denominazione di Istituto Statale d'Arte. Mario Urbani, architetto, fu direttore nel 1939 e, al fine di definire l?identità dell?Istituto d'Arte ed illustrare il corso di studi, così scriveva in una sua relazione: Dopo il primo ciclo triennale del nostro corso inferiore d?avviamento all'Arte, si ottiene il certificato di licenza d'artiere, che può costituire fine a se stesso, e del valore uguale al diploma di licenza conseguito in ogni altra Scuola media inferiore. Nell'ancora più serio periodo di studi del Corso Superiore quinquennale, in cui si plasmano, si formano, si concretano le qualità artistiche che l'alunno possiede e che lo porterà ad impreviste soddisfazioni e sicuri guadagni, si consegue il diploma di licenza di Maestro d'Arte, che dà diritto all?esame di Stato per il diploma di Professore. Questo titolo di Maestro d'Arte, va inteso nel concetto artistico, che colui che conoscendo i segreti della propria Arte ne è Maestro. Per le capacità tecnico-artistiche acquistate, secondo sempre quanto fissa la Carta della Scuola, da questo corso quinquennale solamente, si acquisisce il diritto di accedere all'Accademia di Belle Arti per un maggiore e più libero perfezionamento nel proprio campo onde raggiungere quelle più alte vette, che costituiscono l'aspirata meta di quanti all?innato trasporto per l?Arte aggiungono anche una febbrile viva passione. A questo corso quinquennale superiore fa seguito un corso biennale di Magistero d'Arte, al termine del quale si consegue il diploma di abilitazione all'insegnamento, con il titolo di Professore, nell'Arte Applicata nella quale hanno vertito gli studi dell'allievo. Palermo vanta il Suo Magistero, ed ha l'onore di essere compreso fra i quattro primi Istituti d'Arte del Regno, dotati appunto di Magistero, gli altri sono Firenze, Venezia, Napoli, che se dotati di sedi sontuose superiori a questa nostra modestissima e insufficiente e corredati di materiale didattico e macchinari completi in ogni branca, nulla di maggiore essi producono, di quanto noi qui creiamo, per la passione che ci guida, per la fede che ci sostiene. Il corso biennale di Magistero per la Carta della Scuola quindi cesserà dallo stato di esperimento e verrà automaticamente riconosciuto. L'Istituto Statale d'Arte di Palermo, nel periodo della sua vita in Via Schiavuzzo, assunse il carattere definitivo fuori da ogni astratta retorica e si collegò validamente al territorio, ponendosi come fucina di un artigianato artistico in continua evoluzione a servizio del pubblico, innestandosi creativamente nella tradizione locale artistica e artigianale in sintonia con le industrie artistiche attive in area Palermitana. Nel periodo tra le due guerre l'Istituto era ormai inserito a pieno titolo tra gli istituti artistici di maggiore interesse nazionale. Partecipò annualmente alle varie Mostre d'artigianato ed ebbe un salone alla V Triennale d'Arte decorativa moderna del 1933 di Milano (partecipazione premiata con la medaglia d'argento). L'Istituto fu molto attivo nelle vicende artistiche palermitane sino all'ultima guerra. Visse l'apice della sua parabola costituendosi vivaio di artisti guidati da Maestri, chiamati allora per chiara fama di cui si citano i nomi più famosi: Antonino Geraci, Manlio Gianrizzo, Umberto Landi, Alessandro Manzo, Gabriele Pianelli, Stefano Tortorici, Francesco Paolo Genovese, Giovanni Varvaro, Alfonso Amorelli, Salvatore Castagna, Alfredo Ragolia, Giuseppina Di Gregorio, etc. L'insegnamento della Storia dell?arte e delle Arti Applicate fu affidato a personalità di grande rilievo di cui si menzionano i nomi dei professori: Filippo Meli 1926, Maria Accascina 1932/35, Guido Di Stefano 1935/36. E' ricordata tuttora l?intensa e valida attività di direttori come Vincenzo Ragusa 1884, Onofrio Tomaselli 1929, Salvatore Cottone 1931/32, Paolo Bevilacqua 1932/38, Mario Urbani 1939/48. Nel 1949 a dirigere l?Istituto d?Arte di Palermo fu il pittore-incisore Prof. Mario Delitala. La sua forte personalità si tradusse in scelte concrete nell?indirizzo e la gestione della Scuola. Gabriella E. Metcalf, Vice Direttore dell' U.S.I.S. per la Sicilia, dopo una sua visita all?Istituto d'Arte di Palermo scrisse una lettera al Direttore Mario Delitala, qui riportata testualmente ché altre parole non potrebbero meglio definire l'identità dell'Istituto d'Arte sotto la direzione di Mario Delitala. Sento il bisogno di esprimere ancora le mie più calde espressioni di entusiasmo per Lei, i Professori e gli studenti del Suo Istituto, qualsiasi parola sarebbe insufficiente per dimostrarLe quanto io sia rimasta colpita e ben impressionata dalla visita che ho avuto il piacere di farLe stamattina. Questa mi ha dato modo di notare che i siciliani, se ben guidati, possono ben produrre in ogni campo, ma specie nel campo dell' Arte perché essi sono degli artisti in potenza. Sia i Professori che gli studenti meritano le più grandi lodi per il lavoro che svolgono e per la passione con cui si dedicano all'arte, ma soprattutto Lei che sa ben guidarli, incoraggiarli e spronarli verso la continua ascesa. Mario Delitala rimase alla direzione dell'Istituto d' Arte di Palermo fino al 1961. Fondò e organizzò in Sicilia il settore artistico didattico delle Scuole d'Arte di Messina, Comiso e Caltagirone. A Mario Delitala, in pensione (1961) per limiti d'età subentrò lo scultore catanese Domenico Maria Lazzaro che vi rimase fino al 1963. Degli anni sessanta è da ricordare il terremoto del ?68 che rese nomade l'Istituto; infatti, costretto a lasciare l?antica sede del Convento dello Scavuzzo, fu ospite per un paio d'anni in un garage di Via Aquileia, fino a quando non fu allocato nel 1970, in attesa di una miglior sede, in Piazza Generale Euclide Turba, in un edificio di civile abitazione, adattato a scuola pubblica. L'attuale sede dell'Istituto Statale d'Arte di Palermo è tutt'ora ospitata su tre piani dello stesso edificio di Piazza Turba ed è in sede provvisoria da trentadue anni